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 New di tutto il mondo - Articoli

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gianluca

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MessaggioTitolo: Alcool tra gli adolescenti e non solo    Gio Ott 14, 2010 12:00 pm

Alcool tra gli adolescenti e non solo


Alcol, adolescenti sempre più attratti
Molti, troppi sono i giovani candidati all'alcolismo e al danno alcol correlato che esploderà inevitabilmente nei prossimi anni in tutta la sua evidenza, come già preannunciato dai tanti giovanissimi alcoldipendenti oggi in cura presso i servizi di alcologia ed i SERT del Servizio Sanitario Nazionale.




L'Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS dell'Istituto Superiore di Sanità , nel decennale della sua istituzione, rilancia con preoccupazione l'allarme sociale e sanitario nel corso dell'Alcohol Prevention Day 2009 sulla base delle rilevazioni effettuate nel corso dell'annuale tour-ricerca nelle discoteche del Progetto di prevenzione "Il Pilota" realizzata su finanziamento del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali nel corso del 2008.

Anche il vino è entrato nella ritualità dello sballo del fine settimana rappresentando la bevanda prescelta e a volte dominante in particolare dalle giovanissime, le ragazze al di sotto dei 18 anni, prima, durante o dopo la serata del sabato tra wine bar, pub e discoteche in costante abbinamento a tutte le altre bevande alcoliche.


Nella notte del sabato un ragazzo consuma in media 4 bicchieri e una ragazza poco più di 3 ma con profonde e sorprendenti differenze per età, con un massimo registrato per i giovanissimi, quelli al di sotto dei 18 anni: quasi 5 bicchieri per i ragazzi e 6 per le coetanee in una serata.

Tra i giovani la frequenza più elevata si riscontra tra i consumatori di aperitivi alcolici e breezer, il 67,0% degli intervistati, con una media di bicchieri più elevata per gli ultra 25enni (quasi 2 bicchieri) e le ragazze minorenni (1 e mezzo circa).
I consumatori di birra, pari al 43,4% degli intervistati, dichiarano consumi medi di circa 1 bicchiere sia per i maschi che per le femmine minorenni.
Il 43,0% dei giovani dichiara di consumare vino e le medie più elevate nel numero di bicchieri consumati si registrano tra i minorenni: 1 bicchiere e mezzo per i maschi e, a sorpresa, quasi il doppio, circa 2 e mezzo, per le femmine.

Tra chi predilige i superalcolici, e si parla del 27,0% dei giovani, la media più elevata di bicchieri si registra tra i minorenni di entrambi i sessi: 1 bicchiere per i maschi, circa 1 e mezzo per le femmine.

Per tutti una spiccata tendenza al policonsumo che attribuisce ai consumatori di superalcolici la quota massima di individui che quando beve il sabato sera cumula tutte le bevande alcoliche.

L'evidenza scientifica ha dimostrato che i giovani, che rappresentano un importante quota del mercato delle bevande alcoliche sono soggetti a pressioni al bere sollecitate anche dall'l'accresciuta disponibilità ed accessibilità, quali l'abbassamento dei prezzi nelle occasioni di happy hours, la pubblicità e le strategie di marketing.


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Rapporto sul consumo di alcol
Il 9,4% della popolazione in Italia consuma quotidianamente alcol in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute, pari a più di nove milioni di persone considerate a rischio. Età media sempre più bassa tra i giovani, poco più di 12 anni con una prevalenza tra le più alte in Europa. Questi alcuni dei dati forniti dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, nella sesta Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della Legge 30 marzo 2001, n. 125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati”.



Nei confronti dell'Europa l'Italia presenta una minore prevalenza di consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge drinking, l'alcolico fuori pasto; tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea).

Il binge drinking è diffuso soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ). Cresce la prevalenza delle donne consumatrici. Nei ricoveri ospedalieri risulta in aumento anche la percentuale di diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica alcolica in rapporto alle altre diagnosi (+ 6,5 punti percentuali dal 2000 al 2006).

Nel 2008, il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un'età al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a zero. Tra i giovani di 18-24 anni di entrambi i sessi, il 70,7% ha consumato bevande alcoliche, con una prevalenza superiore alla media nazionale.

La tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è il consumo fuori pasto, che ha riguardato, nel 2008, il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 24 anni. Nella stessa fascia di età, il 13,2% dei maschi e il 4,4% delle femmine ha praticato il binge drinking nel corso dell'anno.

Tra i giovani conducenti si riscontra il più alto numero di feriti e morti negli incidenti stradali (29.672 feriti di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007) e l'ebbrezza da alcol ha rappresentato nel 2007 il 2,09 % del totale di tutte le cause di incidente stradale rilevate.

Tra gli anziani di oltre 65 anni, il 48,1% dei maschi e il 13,1% delle femmine consuma alcolici, e in particolare vino, senza attenersi alle linee guida proposte dagli organi di tutela della salute.

La Relazione rileva peraltro che nell'ultimo triennio, in maniera più o meno marcata e diffusa tra le diverse categorie di popolazione e fasce di età, si intravede una positiva tendenza alla diminuzione di alcuni indicatori di rischio, quali la prevalenza dei consumatori quotidiani non moderati, dei binge drinkers, dei consumatori fuori pasto. Si conferma inoltre nel 2006 la positiva tendenza al calo nel tempo del tasso nazionale di mortalità per cirrosi epatica (9,61 per 100.0000 ab. nel 2006) e del tasso nazionale di ospedalizzazione per diagnosi totalmente alcolcorrelata (154,9 per 100.000 ab. nel 2006). Tra il 2006 e il 2007 si è registrata anche una diminuzione del numero degli utenti alcoldipendenti in trattamento nei servizi alcologici del SSN (-3000 circa) e, tra essi, della percentuale di giovani di 20-29 anni, interrompendo una tendenza all'aumento in atto fin dal 1996.

Per il consolidamento di questi dati positivi occorre lavorare, in linea con gli orientamenti della legge 125/2001 e tenendo conto della grande importanza della prevenzione. In questa direzione, Ministero e Regioni sono attualmente impegnati attivamente per inserire il tema alcol e salute nell'ambito del prossimo Piano Nazionale triennale di Prevenzione, con la previsione di interventi regionali e di azioni centrali finalizzati a promuovere stili di vita sani anche in relazione al consumo di alcol.

Fonte: Ministero della salute

Redazione internet - Beatrice Casini



http://www.mgssicilia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=735:alcool-tra-gli-adolescenti&catid=75:pianeta-giovani
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MessaggioTitolo: Il Bollettino Salesiano - Gennaio 2011 - EDUCARE LA RESPONSABILITÀ   Lun Feb 07, 2011 1:42 pm

Il Bollettino Salesiano - Gennaio 2011 - EDUCARE LA RESPONSABILITÀ
La vera sfida educativa del secolo

Un sociologo da tutti citato definisce “liquida” la nostra società. Sono tentato di aggiungere “e anche un po’ paludosa”. Sappiamo tutti che un fiume senza argini diventa una palude. Parlare di educazione della responsabilità significa parlare di “argini”, cioè come costruire una vita bella, utile, orientata e forte.
Ecco alcune semplici considerazioni:

Il punto di partenza è essere responsabili di se stessi. Troppi adulti tra i venti e i quarant’anni non sono veramente in grado di prendersi la respon¬sabilità della propria vita. La maggioranza dei conflitti tra figli e adulti, come tra gli adulti stessi, si sviluppa in modo di¬struttivo proprio perché le parti non sono capaci, o non vogliono, prendersi la responsabilità di se stessi e sprecano energie in¬colpandosi l’un l’altro.

È vitale avere un saldo e chiaro quadro di riferimento. Nelle nazioni industrializzate lo standard di vita relativamente elevato impedisce di riflettere a fondo sulle dimensioni esistenziali della vita. Come facciamo a prendere le nostre deci¬sioni quotidiane, grandi o piccole che siano, quando non riu¬sciamo a metterci d’accordo su “che cosa” sia giusto fare? Dobbiamo cercare delle autorità nuove o fidarci del nostro intuito ed espe¬rienza? Dobbiamo continuare a credere nei valori umanitari, che tanto scarseggiano in questo mondo, o concentrarci sul nostro benessere materiale?
La scelta è difficile, tanto che molti genitori preferiscono la¬sciarsi trasportare dalla corrente. È la scelta peggiore.
Vogliamo educare i figli in modo che imparino a confidare su una solida autorità interna, che li metta in grado di prendere le loro decisioni sociali ed esistenziali oppure vogliamo insegnare loro ad affidarsi ad un’autorità esterna, sia essa politi¬ca, religiosa o filosofica?

Esistono due forme di responsabilità. La responsabilità sociale è quella che abbiamo l’uno verso l’altro: in famiglia, nelle comunità, nella società e nel mondo. È una qualità che per¬mette alla società o a gruppi costituiti da un certo numero di per¬sone di funzionare correttamente. La responsabilità sociale si può imparare solo dai genitori e dagli insegnanti. La responsabilità personale è quella che ciascuno di noi ha per la propria vita, per la propria salute e lo sviluppo fisico, psicologico e mentale. I figli devono vivere con adulti che salvaguardino la loro integrità personale e intervengano quando i figli dimostrano comportamenti autodistruttivi. L’intervento dei genitori deve essere fatto in modo da assicurare ai figli lo sviluppo di una sana autostima e un alto grado di autonomia.

Uno scambio reciproco di opinioni è l’unica forma di comu¬nicazione e ottiene subito tre risultati: sviluppa la responsabilità personale dei figli, mantiene e coltiva le rela¬zioni con i genitori e migliora i sentimenti di unità familiare. Per il raggiungimento di queste tre condizioni favorevoli, ogni altra forma di reazione, come prediche di fatto, morali o sociali, giudizi di ogni genere o indifferen¬za, risulta distruttiva.

I genitori devono abbandonare il “risponditore automatico”, lo strumento che, appena i figli sono a portata di orecchio, attacca con i soliti commenti educativi, di aiuto o di consiglio. È evidente che la maggior parte dei figli già all’età di tre anni smette di ascoltare la macchina parlante. Il messaggio sottostante è distruttivo: «Tu non sei in grado di funzionare come un figlio decente, responsabile, beneducato e collaborativo se io non ti metto in testa ogni minuto quello che devi fare!».
E quanto più il nastro lo ripete, tanto più il messaggio viene registrato.

I genitori devono esprimere chiaramente “quello che pensano” e aiutare i figli a fare altrettanto, ricordandosi sempre che i bambini hanno il diritto di essere bambini.
Per esempio, il perenne conflitto “svegliarsi in tempo al mattino” dovrebbe essere risolto con un discorso affettuoso ma fermo del tipo: «Ascoltate, ragazzi. Quando eravate più piccoli, ci piaceva svegliarvi la mattina, dato che la responsabilità che vi prepa¬raste per la scuola era nostra. Ma ora pensiamo che non sia più necessario, anche perché con questa storia finisce che bisticciamo quasi ogni giorno. Quindi abbiamo deciso di lasciare a voi questa responsabilità. Se poi vi capiterà troppo spesso di andare a letto tardi, e avrete paura di non sentire la sveglia, ba¬sta che ce lo diciate e vedremo di aiutarvi. A parte questo, d’o¬ra in poi dovrete pensare voi ad alzarvi ogni mattina».

I bambini sanno quello che vogliono, ma non sanno quello che è necessario per loro.I figli che ricevono tutto quello che vogliono non sono amati, ma trascurati.

Se i bambini hanno tutto quello che chiedono o devono solo “ubbidire” non saranno mai responsabili. L’ubbidienza pura e semplice non è la responsabilità!Responsabilità significa passare dall’essere controllati dall’esterno a un controllo interiore. Un bambino semplicemente ubbidiente si abitua a una forma di controllo esterno. Questo può danneggiare la sua autostima e lo sviluppo della sua responsabilità personale e genera sensazioni di isolamento, inferiorità o vergogna. Con il tempo si metterà in qualche compagnia che assumerà potere su di lui come hanno fatto i suoi genitori: «Se fai come noi, sei dei nostri, altrimenti sei fuori!»

I genitori devono dimostrare, non insegnare. Per gli adulti, impegnarsi per conseguire una relazione con i figli basata su uguale dignità costituisce una sfida quotidiana. Ogni giorno i figli cercano di definire i propri limiti e le proprie responsabilità personali, e i genitori devono scavare più a fondo per trovare nuove risposte in luogo delle reazioni scontate del passato. A questo scopo devono modificare e rendere più autentico il loro modo di essere.

I figli devono avere qualche “dovere” e qualche compito pratico in casa. Negli ultimi dieci o quindici anni è aumentato il numero di genitori che in¬vece di chiedere ai figli di fare qualcosa, li servono docilmente. Sono nati così quelli che vengono chiamati “i piccoli tiranni”. I genitori dovrebbero definire la situazio¬ne all’incirca in questi termini: «Siamo tutti sulla stessa barca e l’equipaggio è composto da quattro membri. Su questa barca tutti sono bene accetti. Ma non abbiamo nessuna intenzione di tenere a bordo un clandestino».
I ragazzi che vivono in casa devono sapere esattamente che cosa ci si aspetta da loro. E i genitori devono continuare a tenere saldamente in mano la guida della famiglia.

di Bruno Ferrero
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Lun Feb 07, 2011 1:43 pm

Il Bollettino Salesiano - Gennaio 2011

MESSAGGIO AD UN GIOVANE

Carlo Terraneo - carloterraneo@libero.it

COME VORRESTI ESSERE RICORDATO?
Come vorresti essere ricordato?

Me lo sono chiesto a seguito di una battuta fattami da un amico ricoverato da tempo in ospedale. “La nostalgia è il più bel regalo che puoi lasciare, quando vai lontano da casa o cambi lavoro, ambiente. Malinconia? Nostalgia? Appartiene a tutte le età. Va e viene come un raffreddore a ogni “cambio” di stagione.

A tutti piace sentirsi dire “mi manchi”. Ciascuno vorrebbe ascoltare qualcosa come: “per me sei importante, non sei come gli altri”.

In bocca a un innamorato, a una mamma, a un giovane, a un anziano, non stona. Arriva all’improvviso dopo un’emozione vissuta, un’esperienza intensa. È un profumo; ti segue dovunque tu vada.

Non scompare in breve tempo perché la nostalgia non è un’assenza. Al contrario ti porta dentro una presenza, una somma di gesti compiuti. Ti fa compagnia e ne godi.

La nostalgia – quella buona, costruttiva – arricchisce, trasforma un segno meno (–) in un segno più (+).

Perché guardi le foglie che cadono e non fermi nei tuoi occhi i fiori del tuo giardino? Nella mia giornata io conto le ore di sole e trascuro le nuvole che passano. In un volto apprezzo il sorriso e mi lascio interrogare da una sua lacrima. La malinconia mette insieme sorriso e lacrime. Guarda i bambini: piangono e ridono nello stesso momento. Quando la malinconia viene ad abitare i nostri pensieri cominciano sempre così:

Se tu fossi qui… ti direi…

Se ti potessi incontrare, rivedere… farei…

Se… se… se…

Ti suggerisco di non usare il condizionale, ma l’imperativo. Fai come ci fossi. Non concentrare mai la mente su ciò che hai perduto o lasciato, orientala a quanto ti è rimasto. Lascia cadere tutti i se… Chiediti piuttosto: “Come vorresti essere ricordato?”.

Rispondi a questo interrogativo e conoscerai la strada della tua vita.

Sta a te e solo a te gestire sentimenti ed emozioni. Solo tu puoi scegliere di essere felice. L’ultima parola spetta a te. Spero solo sia una parola di serenità, di bontà. Semina bontà e sarai ricordato con nostalgia.

È possibile essere buoni?

Io ti dico: Sì.

È verosimile essere ricordati, perché buoni?

Tu mi rispondì: Sì.

Due sì messi insieme danno senso alla malinconia. Ciò che sembrava debolezza diventa forza, motore di decisioni e di vita.

Ti regalo quattro parole: “Ti ricordo con nostalgia”.
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Lun Feb 07, 2011 4:10 pm

New dal mondo
BACIARE INOLTRE RAFFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO
Sempre in fatto di baci, lo studio condotto dall'università di Vienna ha rivelato che baciare con regolarità fa bene alla salute e può avere l'effetto di una medicina.
I ricercatori hanno appurato infatti che un bacio lungo e appassionato abbassa non solo la pressione sanguigna ma anche i valori di colesterolo nel sangue, riducendo in tal modo il rischio d'infarto
Per il sessuologo Emmanuele A. Jannini, dell’Università dell’Aquila, “baciare offre tanti benefici, anche da un punto di fista fisico. Ed è un segnale chimico ben preciso per la nostra sessualità. Inoltre nella saliva è custodito un veicolo molecolare che induce al desiderio come il testosterone. Baciare è come dire che siamo pronti ad amare e a lasciarci amare. Baciare placa le ansie facendoci sentire accettati”, conclude il ricercatore.
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Dom Giu 05, 2011 1:01 pm

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MessaggioTitolo: la sicilia 03/07/2011   Ven Lug 08, 2011 5:50 pm

quotidiano LA SICILIA del 03/07/2011
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MessaggioTitolo: claudia marchese - sole è vita un raggio d'amore   Mer Ago 03, 2011 5:55 pm




QUOTIDIANO :

LA SICILIA
del 26/07/2011 pagina 19 (nazionale)
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Lun Set 19, 2011 5:30 pm



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MessaggioTitolo: MONS. ANTONINO RASPANTI NUOVO VESCOVO ELETTO DELLA DIOCESI!   Sab Ott 01, 2011 9:19 pm



MONS. ANTONINO RASPANTI NUOVO VESCOVO ELETTO DELLA DIOCESI!


Sabato 1 ottobre 2011, alle ore 16:00, in Piazza Duomo, la Diocesi di Acireale accoglierà il suo nuovo vescovo, Sua Eccellenza Mons. Antonino Raspanti. Dopo il saluto, che il Sindaco di Acireale, Avv. Antonino Garozzo, rivolgerà a nome dei 18 Sindaci dei Comuni della Diocesi, in Cattedrale, alle ore 16,30, avrà inizio la solenne Concelebrazione Eucaristica durante la quale Mons. Antonino Raspanti sarà ordinato Vescovo per l’imposizione delle mani di Sua Eminenza il Signor Cardinale Mons. Paolo Romeo, Arcivescovo metropolita di Palermo. Insieme al cardinale, i vescovi coordinanti saranno Sua Eccellenza Mons. Pio Vittorio Vigo, Amministratore Apostolico della diocesi di Acireale e Sua Eccellenza Mons. Francesco Miccichè, vescovo di Trapani, diocesi da cui proviene il nuovo vescovo.
Concelebreranno il cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo Emerito di Palermo, Mons. Mariano Crociata, segretario generale della CEI, tutti i Vescovi di Sicilia ed i presbiteri delle diocesi di Acireale, di Trapani, il Preside della Facoltà Teologica di Palermo e Sacerdoti legati per amicizia a Mons. Raspanti. Saranno Presbiteri Assistenti del Vescovo ordinando i Rev.mi Mons. Liborio Palmieri, Vicario Generale di Trapani e don Max Huot de Longhchamp. Accompagnerà il nuovo vescovo anche una folta delegazione della diocesi di provenienza (sono attese circa 1000 persone). Saranno presenti la madre, il fratello e gli altri familiari.
Mons. Antonino Raspanti è nato ad Alcamo il 20 giugno 1959 ed è stato ordinato presbitero il 7 settembre del 1982. Nel corso dei suoi 29 anni di ministero sacerdotale ha svolto diverse mansioni pastorali, ricoprendo ruoli di particolare responsabilità: docente stabile di storia della spiritualità, già preside della Facoltà teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo, direttore spirituale del Seminario di Trapani. Inoltre è membro del comitato nazionale per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose della Conferenza Episcopale Italiana.
Con la Sacra Ordinazione avverrà anche la presa di possesso della Diocesi di Acireale, a cui Mons. Raspanti è stato inviato dal Santo Padre Benedetto XVI, con nomina del 26 luglio 2011. Il nuovo vescovo succede a S.E. Mons. Pio Vittorio Vigo che, dopo aver retto la Diocesi di Acireale per nove anni, ha rimesso il mandato nelle mani del Papa, per raggiunti limiti di età, così come imposto dal codice di diritto canonico, can. 401 §1.
Alla cerimonia, trasmessa in diretta televisiva dall’emittente T.R.A., prenderanno parte: il Presidente della Regione, On. Raffaele Lombardo, i parlamentari della diocesi, i sindaci dei 18 comuni, i prefetti di Catania e Trapani e le autorità politiche e militari della diocesi.
Gli Alunni del Seminario Diocesano di Acireale presteranno il servizio liturgico; la Cappella Musicale del Duomo, con la presenza di altri elementi provenienti da altri Cori parrocchiali, diretta dal M° Rosanna Furnari, animerà con i canti la Liturgia.

tratto dal sito della diocesi di ACIREALE
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Dom Ott 23, 2011 4:56 pm



SEPANG (MALESIA) - Marco Simoncelli è morto per le conseguenze del grave incidente nel quale è rimasto coinvolto sulla pista di Sepang nel Gp della Malaysia. A dare la notizia è stato il responsabile della comunicazione della Dorna. Simoncelli, 24 anni, era giunto in arresto cardiocircolatorio al centro medico della pista.

DIREZIONE GARA, INVESTITO DA ALTRI PILOTI - In una apposita conferenza stampa, la direzione di Gara della Motogp ha cercato di analizzare l'accaduto nell'incidente che ha visto Marco Simoncelli perdere la vita. Il responsabile medico della Direzione di gara, il Dott. Claudio Macchiagodena ha dichiarato: "Sono davvero scosso e triste all'idea di essere qui per parlare della morte di Marco Simoncelli, un amico. È rimasto coinvolto in un brutto incidente durante la gara, è stato investito dagli altri piloti, ha subito un grave trauma alla testa, al collo e al torace". "Quando il nostro staff medico l'ha raggiunto era privo di conoscenza - ha aggiunto -. In ambulanza hanno cominciato il CPR (rianimazione cardiaca polmonare n.d.r.), e una volta arrivato al Centro Medico, grazie all'aiuto di dottori locali e della Clinica Mobile, è stato intubato ed è stato così possibile rimuovere parte del sangue presente nel torace. Il CPR è stato applicato per 45 minuti con l'obiettivo di aiutarlo il più a lungo possibile. Sfortunatamente ogni tentativo è risultato vano e alle 16:56 (ora locale) abbiamo dovuto ufficialmente dichiarare la sua morte". Paul Butler, membro della Direzione di Gara ha poi risposto ad una domanda riguardante la perdita del casco di Simoncelli durante lo schianto dicendo: "Se riuscirò a dare una risposta, lo farò in un'altra occasione. Le conseguenze e le circostanze che riguardano l'incidente saranno oggetto di studi approfonditi".

L'INCIDENTE - Il bruttissimo incidente, che ha coinvolto anche Colin Edwars, Valentino Rossi e Hiroshi Aoyama, ha decretato l'esposizione della bandiera rossa nella gara della classe MotoGp del Gp della Malaysia. A terra, senza casco è rimasto il pilota italiano, letteralmente investito da Colin Edwards e da Valentino Rossi, che non è caduto. Gara cancellata, Simoncelli in ospedale. Quando ha lasciato il circuito era già in arresto cardiaco.


http://www.corrieredellosport.it/moto/motomondiale/motogp/2011/10/23-200279/Simoncelli+muore+in+pista
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Sab Apr 28, 2012 11:39 am

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MessaggioTitolo: 23.6.2012 marchese claudia - sole è vita un raggio d'amore - solofra   Sab Giu 23, 2012 4:18 pm

http://www.ilciriaco.it/daicomuni/news/?news=20512


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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Dom Ott 07, 2012 9:55 pm

Padre Amorth: O Dio o i maghi

L'occultismo e le pratiche magiche rovinano tante famiglie e contrastano con i principi della fede. L'esorcista modenese, noto in tutta Italia, ricorda che non si può essere cattolici e credere alla magia.

Dieci milioni di persone in Italia, secondo l'Eurispes, si rivolgono ogni anno a maghi, imbonitori, astrologi e occultisti. Gli italiani affollano le anticamere delle cartomanti, s'incollano davanti alla tv in cerca di consigli da ciarlatani che fanno pubblicità sul piccolo schermo, e corrono ad acquistare libri e opuscoli su oroscopi, magia e cartomanzia. Un giro d'affari valutato in oltre mille miliardi di lire. E intanto vengono arrestate Vanna Marchi, la figlia e la guaritrice mamma Ebe. Intanto si scopre che una maga trasformista pubblicizzava le sue arti con una ventina di nomi diversi, raggirando migliaia di persone per decine e decine di miliardi di lire. Ma questi arresti sono solo la punta di un iceberg. Il fenomeno è trasversale e coinvolge persone d'ogni estrazione e, ahimè, anche tanti cattolici che non avvertono l'enormità di avere più fede nell'occulto che in Dio. Come afferma Don Gabriele Amorth in un'intervista rilasciata a Nostro Tempo, la superstizione aumenta quando cala la fede. Credere nella magia significa anche vivere male e, spesso, rovinare economicamente la propria famiglia. Un problema sociale enorme. Eppure non c'è nessuna pratica magica, occultistica, astrologica o alchemica che si salvi sul piano della logica intellettuale e di una seria sperimentazione scientifica. Nostro Tempo con questo numero inizia una serie di articoli per indagare su un fenomeno radicato anche nella nostra provincia. Intanto è bene ricordare come, tempo fa, il Papa abbia detto che la risposta ai problemi esistenziali non arriva né dagli oroscopi né dalle previsioni magiche, ma dalla preghiera, accompagnata da una vita conforme alla legge di Dio.

Delusioni sentimentali, difficoltà psicologiche, dissapori in casa e anche gravi malattie. Tanti i problemi che qualcuno pensa di risolvere rivolgendosi ai maghi. Un mondo oscuro fatto d'imbrogli e raggiri che, lo stiamo scoprendo soprattutto in quest'ultimo periodo, coinvolge decine di migliaia di persone. Su questa tormentata vicenda abbiamo chiesto un'opinione e qualche consiglio a chi il male lo combatte tutti i giorni. Don Gabriele Amorth, complice il successo dei suoi libri e le interviste sui giornali e in tv, è da tempo l'esorcista più famoso d'Italia. Il suo aspetto fisico e anche il cognome gli conferiscono un alone misterioso. Ma quando iniziamo a parlare scopriamo subito che il sacerdote modenese è una persona pacata e prodiga di consigli.
Cosa pensa del fenomeno dei maghi truffatori?

«Per me c'è in radice una realtà: quando cala la fede, aumenta matematicamente la superstizione. Quindi, il ricorso ai maghi è per me sacerdote un segnale di allarme per il calo profondissimo ed estesissimo di fede in cui ci troviamo, non solo noi italiani, ma tutta la Chiesa latina».
Tra coloro che si rivolgono ai maghi ci sono molti cattolici. Com'è possibile conciliare la fede con questi atti?

«Questo accade perché si vive un cattolicesimo di forma e fasullo. Non si può essere cattolici senza essere praticanti. Il credo degli italiani è: credo in Dio, ma non sono praticante. Al che io rispondo: non ho mai incontrato un diavolo che sia ateo perché tutti i diavoli credono in Dio e non sono praticanti, cioè non osservano le leggi del Signore. Faccio qualche esempio. Gli italiani non vanno mai a messa. Oppure basta pensare a cos'è ridotto il sesto comandamento. E poi c'è lo sfascio delle famiglie. I ragazzi convivono, come se fossero sposati, e dopo dieci anni di fidanzamento o si separano o si sposano e dopo due mesi sono già separati. Direbbe il mio vecchio parroco di Modena, Don Barbolini: arrivano al matrimonio come limoni spremuti. Quindi c'è questa perdita della pratica e della vita cristiana. Credere in Dio e non essere praticanti non serve a niente e crea le condizioni per praticare la superstizione».
Qual è la prova inconfutabile che tutto quello che viene fatto dai maghi è una fandonia?

«Ricevo spesso persone che sono state dai maghi. Noi esorcisti in genere accogliamo persone che prima sono state dai medici, poi dai maghi ed infine arrivano da noi. E ci dicono che non hanno ottenuto nulla. Spendono decine di milioni. Uno mi ha raccontato di aver speso due miliardi senza cavarci nulla. Da questo si capisce che i maghi sono semplicemente dei truffatori. C'è però una conseguenza grave perché, rivolgendosi ai maghi, si apre la porta all'azione straordinaria del demonio. Ricordo che l'azione ordinaria del demonio, a cui tutti siamo sottoposti, è quella di farci cadere nel peccato. L'azione straordinaria del demonio è, invece, di dare mali particolari di salute, degli affetti, impossibilità del lavoro, fallimenti continui. Il culmine di tutto questo è la possessione diabolica. Quando uno si accorge che dopo che è stato da un mago ottiene questi svantaggi, vuol dire che è stato da una mago satanista. Ma la maggior parte dei maghi non sono satanisti, sono semplicemente imbroglioni con un po' di intuito».
Come definirebbe il peccato commesso da chi si rivolge ai maghi?

«E' il peccato di superstizione, ossia si va contro il primo comandamento. Anziché rivolgersi a Dio, si ricorre a qualcuno che non è Dio e che molte volte è Satana».
Che differenza c'è tra un vero satanista e i tanti maghi di cui sentiamo parlare tutti giorni?

«C'è una sostanziale differenza. I maghi tirano solo a fare quattrini. Il vero satanista non tira ai soldi, ma vuole fare dei proseliti. In parole povere cerca di portare la gente verso Satana, cerca di diffondere il culto del demonio e di distogliere dal culto di Dio. In Italia si stima ci siano 150 mila maghi e persone dedite a pratiche di occultismo. La maggior parte di questi pensa solo al denaro e se ne infischia delle convinzioni delle persone».
Anche se molti prendono le distanze dai maghi, notiamo però che i media spesso li tollerano. Quasi tutti i giornali, ad esempio, hanno l'oroscopo. Quanta responsabilità hanno i mezzi di comunicazione nella diffusione di questo fenomeno?

«Hanno una grossissima responsabilità. Perché le trasmissioni televisive trattano di queste cose? Per la curiosità e perché l'uomo ha sempre avuto il desiderio innato dell'occulto. E' la curiosità di conoscere le cose che non si sanno. Però, oltre al divertimento e allo spasso di vedere cose occulte, c'è anche un interesse personale per vedere se si può trovare qualcosa di personalmente utile. Per cui molte persone diventano clienti di questi maghi grazie alla televisione e ai giornali. Se, invece, i responsabili delle trasmissioni avessero un minimo di senso del dovere cioè essere educatori del pubblico rinuncerebbero al guadagno derivante dal reclamizzare i maghi. Visto che le televisioni sono molto costose, raccolgono volentieri la reclame di un mago così come fanno per un prodotto industriale».
Secondo lei il successo di questi maghi è anche un successo di satana?

«Le racconto un episodio. Ho avuto la grazia di andare da Padre Pio per 26 anni. Quando all'epoca si diffuse la televisione lui era furioso. E quando gli si diceva che la TV era un'invenzione meravigliosa, lui rispondeva: "Sì, lo so, è un'invenzione che potrebbe fare un bene immenso, ma vedrete che uso se ne farà". Ed io non esito a dire che la televisione rovina adulti e giovani, e aggiungo che è stata perniciosissima per l'ambiente ecclesiastico perché ha portato dentro casa il mondo visto nelle sue forme peggiori. Basti pensare a tutte le scene di sesso, orrore e violenza che passano tutti i giorni. Tutto questo ha portato ad una perversione generale dei costumi. Crediamo di essere degli uomini liberi e, invece, non lo siamo perché veniamo influenzati dai mass media».
Ma esiste un modo per utilizzare bene la televisione?

«Si certo. Basti pensare a Radio Maria e a Tele Pace. Questi mezzi usati in maniera positiva hanno una grande efficacia. Da nove anni, ogni mese, ho uno spazio di un'ora e mezza su Radio Maria che è molto seguito. Ed è una radio che ha più di due milioni di ascoltatori in Italia. Quindi, se usati bene, questi mezzi possono essere educativi, positivi e fare del bene alle persone. L'esempio migliore è la Bibbia che è stato il primo libro ad essere stato stampato».
Quale consiglio darebbe a tutte le persone che si rivolgono ai maghi?

«Avere il buon senso di capire che hanno a che fare con dei satanisti o con degli imbroglioni. In ogni caso hanno solo dei danni e nessun vantaggio. E' un peccato di superstizione. Quindi se sei un credente e un praticante, ossia uno che ubbidisce alle leggi di Dio, ubbidisci anche al primo comandamento e non avvicinarti a questi mezzi. Se ti rivolgi ad un mago, oltre ad avere dei danni, sei anche un imbecille perché regali fior di milioni per ottenere del male».
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MessaggioTitolo: Papa e' Jorge Mario Bergoglio, si chiamera' Francesco 13 marzo 2013   Mer Mar 13, 2013 11:41 pm

Papa e' Jorge Mario Bergoglio, si chiamera' papa Francesco

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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Gio Ago 21, 2014 3:01 pm

http://www.iodonna.it/attualita/primo-piano/2014/violenza-donne-ricerca-europea-401942489015.shtml

Violenza sulle donne in Europa
Una ricerca dell'Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali, presentata ieri al Parlamento di Bruxelles che quest'anno dedica l'8 marzo alla prevenzione della violenza di genere. A sorpresa, record di abusi nei paesi ad alto tasso occupazionale

di Emanuela Zuccalà - 05 marzo 2014
Violenza sulle donne in Europa

Sessantadue milioni di donne in Europa (il 33 per cento della popolazione femminile) hanno subìto violenza. Oltre due terzi di loro non hanno denunciato l'aggressione più grave da parte del partner. E - sorpresa - il record degli abusi va ai Paesi dove i tassi di occupazione femminile risultano più elevati, facendo dunque immaginare una maggiore parità: Danimarca, Finlandia, Svezia e Olanda.

Sono i principali dati di una ricerca dell'Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali, presentata ieri al Parlamento di Bruxelles che quest'anno dedica l'8 marzo alla prevenzione della violenza di genere. E il punto di partenza è proprio questa indagine a tutto campo durata tre anni, la più estesa mai condotta al mondo sul tema: 42mila intervistate tra i 18 e i 74 anni, 1.500 per Paese, scelte su base volontaria e sottoposte a colloqui privati faccia a faccia. La mole dei dati, sintetizzati in una mappa interattiva al sito http://fra.europa.eu, servirà da base alle istituzioni europee per elaborare strategie più efficaci nella protezione delle vittime e promuovere, per le 186 milioni e 600mila donne che attualmente vivono nella Ue, un percorso di parità che non sia solo sulla carta.

La violenza domestica
Per il 33 per cento delle europee che ha subito violenza fisica, psicologica o sessuale almeno una volta nella vita, nei due terzi dei casi l'aggressore era il partner. Scorrendo i dati dei singoli Paesi, scopriamo che la media Ue della violenza s'impenna alle latitudini che meno ci aspetteremmo, quelle con i tassi di occupazione femminile più alti e dove quindi verrebbe da pensare che la parità di genere poggi almeno su solide basi di indipendenza economica. Invece in cima alla classifica dei soprusi c'è la Danimarca, con un impressionante 52 per cento di vittime (e qui il 70 per cento delle donne lavora, contro il 58,5 per cento della media europea). Seguono la Finlandia con il 47 per cento, la Svezia con il 46 (qui l'occupazione femminile è al 71,8, la percentuale più alta d'Europa), l'Olanda con il 45, Francia e Regno Unito con il 44.

I dati italiani
L'Italia, dove meno della metà delle donne è coinvolta nella vita produttiva, sul versante della violenza di genere fa meglio della media Ue, con un 27 per cento di vittime (l'ultima indagine Istat, nel 2006, diceva il 32) che la allinea con Bulgaria, Ungheria, Irlanda e Grecia. Gli Stati piu' “virtuosi” sono Polonia e Austria, con il 19 e il 20 per cento. Ma perche' i Paesi nordici registrano statistiche tanto impressionanti? “Le variabili sono molte” risponde Blanca Tapia, portavoce dell'Agenzia che ha condotto la ricerca. “In Danimarca le donne vanno in pensione anche oltre i 70 anni, dunque sono esposte piu' a lungo agli abusi sul posto di lavoro. Inoltre abbiamo constatato una correlazione tra il consumo di alcol da parte degli autori della violenza e gli abusi subiti dalle donne, e sappiamo che in certi Paesi nordici gli uomini bevono molto. Infine potrebbe essere una questione di consapevolezza della violenza, molto profonda tra le donne danesi e svedesi, per esempio, e meno sviluppata in alcuni Stati del sud Europa”.

L'infanzia violata
E' un altro dato allarmante, quello sulla pedofilia: 21 milioni di donne europee, il 12 per cento, hanno subìto un abuso sessuale da parte di un adulto prima dei 15 anni, e nella metà dei casi si trattava di amici di famiglia o parenti. La pedofilia risulta più diffusa in Olanda e Francia (dove il 20 per cento delle intervistate ha raccontato gli abusi), nel Regno Unito (18 per cento), in Svezia e Lussemburgo (15 per cento). L'Italia, come Finlandia e Spagna, è all'11 per cento, mentre in fondo alla triste classifica ci sono Portogallo e Bulgaria (3 per cento), Croazia (2) e Romania (1 per cento). Emerge infine che il 30 per cento di chi, da adulta, ha patito qualche forma di vittimizzazione da un partner, attuale o precedente, è anche stata sottoposta a molestie sessuali durante l'infanzia.

Le molestie sessuali e lo stupro
Baci forzati, abbracci-tenaglia, contatti fisici indesiderati: il 55 per cento delle europee ha dichiarato di aver subito una forma di molestia sessuale. Per un terzo di loro, l'avance non gradita è avvenuta sul lavoro, da parte di un superiore, di un collega o di un cliente. Ma il dato che più fa pensare è quello secondo cui la molestia è più ricorrente per le donne che svolgono professioni qualificate o ad alti livelli manageriali: tra loro, addirittura il 75 per cento si è trovato nella situazione di dover respingere un invito sessuale insistente. Sono oltre 18 milioni le donne vittime di una qualsiasi forma di violenza sessuale (l'11 per cento della popolazione femminile europea), mentre il 5 per cento ha patito un vero e proprio stupro: quando il colpevole non era il partner, una su dieci ha rivelato che almeno in un caso si trattava di una violenza di gruppo. Nel 27 per cento dei casi la violenza si è consumata a casa della vittima, nel 18 per cento in un luogo pubblico come un parco, una piazza o un parcheggio, e nel 16 per cento a scuola o nel posto di lavoro. Anche la diffusione della violenza sessuale vede al primo posto la Danimarca, ben oltre la media europea con il suo 19 per cento; subito dopo Olanda, Svezia, Finlandia, Francia. L'Italia è al 9 per cento, al pari di Repubblica Ceca, Malta, Ungheria, Austria. In coda, la Polonia con il 4 per cento.

Le conseguenze nel lungo periodo
L'inchiesta mostra con chiarezza che le ferite di un abuso restano indelebili nella vita di una donna, con profonde conseguenze a lungo termine soprattutto quando l'aggressore è l'uomo che si ama. Il 21 per cento delle vittime di violenza sessuale da parte del proprio compagno confida di aver sofferto di attacchi di panico; il 35 per cento ha dovuto affrontare il buco nero della depressione; il 43 per cento ha faticato a lungo a relazionarsi di nuovo con gli altri; il 41 per cento soffre di insonnia. Cicatrici che non si cancellano anche quando a colpire non è il partner, ma in misura inferiore. E che inibiscono le donne da una partecipazione piena alla vita economica, sociale e culturale.

Lo stalking
Il 18 per cento delle donne in Europa si sono trovate ad affrontare comportamenti persecutori: per una su dieci, lo stalker era l'ex e, per una su cinque, l'ossessione si è protratta per oltre due anni, tanto che il 23 per cento delle vittime ha dovuto cambiare numero di telefono e indirizzo email. Eppure solo un quarto delle vittime ha denunciato alla polizia perché “pensavo non avrebbero fatto nulla” risponde il 9 per cento; “avevo paura della reazione del mio aggressore” dice il 5 per cento; “per vergogna e imbarazzo” per un disarmante 3 per cento. A risultare più perseguitate sono le svedesi (33 per cento), lussemburghesi (30), francesi (29) e maltesi (26). L'Italia, con il 18 per cento, è in linea con la media UE, mentre Lituania, Romania (entrambi l'8 per cento), Repubblica Ceca, Polonia e Portogallo (al 9 per cento) stanno agli ultimi posti. Per l'11 per cento delle intervistate, i pericoli e i messaggi a esplicito sfondo sessuale sono arrivati sulla bacheca di Facebook, su Twitter o nella casella email. E il dato sul cyberstalking cresce al 20 per cento fra le giovani di 18-29 anni.

La percezione della violenza
Otto europee su dieci pensano che la violenza di genere sia comune, nel loro Paese. Il 39 per cento delle intervistate ha incontrato altre donne che hanno vissuto un abuso tra le mura domestiche: il dato complessivo è lo stesso in Italia, mentre in Finlandia addirittura il 56 per cento del campione ha incontrato la violenza tra amiche e conoscenti, in Francia il 52 per cento, in Lituania il 49. Eppure c'è ancora un 19 per cento di europee che non conosce i servizi di sostegno che esistono nel loro Paese. E le meno consapevoli, dopo estoni e bulgare, sono proprio le italiane.

Come agire?
"L' entità enorme del problema evidenzia che la violenza contro le donne incide sulla società nel suo complesso”, dice il direttore dell'Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali, Morten Kjaerum. “I responsabili politici, la società civile e gli operatori attivi in prima linea sono tenuti a rivedere le misure volte a contrastare tutte le forme di violenza contro le donne, ovunque esse avvengano”. Le prime proposte avanzate ieri riguardano ovviamente la ratifica della Convenzione di Istanbul, adottata dal Consiglio d'Europa nel 2011 per la prevenzione e la lotta contro la violenza di genere (ratificata solo da Austria, Italia e Portogallo e firmata da altri 17 Stati europei), oltre all'invito a tutte le istituzioni comunitarie a considerare finalmente la violenza inflitta da un partner come una questione d'interesse pubblico e non privato. “La legislazione di tutti gli Stati membri della Ue dovrebbe trattare lo stupro all'interno del matrimonio allo stesso modo degli altri episodi di stupro” avvertono i curatori della ricerca “e contrastare la violenza domestica tenendo conto che si tratta di una questione che preoccupa seriamente l'opinione pubblica”. Necessaria, poi, la formazione di forze dell'ordine, operatori sanitari, datori di lavoro e servizi specialistici di sostegno alle vittime, che devono essere adeguatamente finanziati.

Resta il quesito su quanta efficacia possano avere delle misure istituzionali nello sradicare un fenomeno che è, prima di tutto, un grumo culturale da sciogliere. E, per lo stesso motivo, lascia dei dubbi anche questo mastodontico tentativo di censire un universo tanto delicato e sfaccettato come la violenza di genere utilizzando criteri identici dalla Svezia a Malta, dalla Polonia alla Grecia. Ma e' comunque un primo passo, nell'Europa a 28, verso la comprensione del fenomeno.
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MessaggioTitolo: DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME settembre 2014   Mer Nov 26, 2014 1:24 pm

EDITORIALE

DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME

Il messaggio del Rettor Maggiore
Perché ogni giorno nel mondo rinasca la bellezza

Da questa finestra che il Bollettino Salesiano mi dà ogni mese, mi affaccio per salutare i miei fratelli salesiani, tutti gli appartenenti alla nostra famiglia allargata nel mondo, e i tanti amici e amiche di don Bosco che gli sono vicino e lo amano in molte case salesiane.



Il pensiero centrale del mio messaggio questa volta è il seguente: lo sguardo salesiano. La visione della vita, del mondo e dei giovani con gli occhi di don Bosco è e deve essere sempre uno sguardo di speranza, lo sguardo di chi crede nei semi di bene e bontà che sono nel cuore di ogni persona, di ogni giovane, di ogni padre e madre.
Per dimostrare con più forza quello che vi voglio dire, e in chiaroscuro, desidero iniziare la mia riflessione partendo da una di quelle pagine che si trovano su internet, in diversi siti, che vengono copiate e riprodotte molte volte. Questa pagina descrive questo nostro tempo come un tempo pieno di contraddizioni e di paradossi.
Il testo si esprime così: Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno. Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo. Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere.
Guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori. Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima.
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare. Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni. Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte».

"Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione"

Con toni simili, questo testo continua a descrivere i paradossi del nostro tempo. E devo ammettere che certamente alcuni di questi contrasti sono veri, ma ciò che voglio far risaltare in modo evidente è che l'unico mondo che abbiamo qui sulla terra è proprio questo, non quello immaginario che possiamo solo vagheggiare con nostalgia.
Abbiamo solo questo in cui ci svegliamo ogni giorno, e l'atteggiamento più coraggioso, più serio e più profondo di un cuore cristiano e salesiano è rivolgere occhi pieni di vera speranza su questa realtà per scoprire tutti gli indizi di positività che vi sono celati e trasformarli per quanto è possibile.
E questo è un vero comandamento per il nostro cuore salesiano quando si tratta di educazione ed evangelizzazione dei giovani.
Quando si tratta di loro, giovani e ragazze, il fondamentale impegno è di lavorare, con tutto il vigore della nostra fede, perché prevalga su tutto il valore assoluto della persona e della sua inviolabilità, valore che è superiore a ogni bene materiale e ad ogni struttura.
E questa forte convinzione, con il linguaggio di oggi, ma con la medesima passione educativa che mosse don Bosco, ci permette di guardare in modo critico tutte le situazioni del nostro mondo che sono eticamente inammissibili (come la corruzione, lo sfruttamento della persona, la violenza, la frode, l'abuso) e decidere scelte personali e comunitarie forti nei confronti di questi spietati meccanismi di manipolazione.
È naturale che davanti a queste realtà ci possiamo sentire tante volte sopraffatti dalle tante negatività, da quella parte di esistenza che ci disgusta, ma come credenti non possiamo permettere che si indebolisca la nostra speranza. Al contrario, ancora più intensamente dobbiamo osare per annunciare che questa è più che mai l'ora della vera speranza! Ma non per questo chiudiamo gli occhi davanti alle realtà ingiuste, bensì ci immergiamo nella vita quotidiana, credendo fermamente che possiamo contribuire a renderla migliore.
Questo è possibile grazie all'azione del Risorto e alla presenza dello Spirito nella nostra Storia, storia di luci ed ombre, ma mai al di fuori di Dio. Papa Francesco, nel numero 276 della Evangelii Gaudium dice esplicitamente: «Ci saranno molte cose brutte, tuttavia il bene tende sempre a ritornare a sbocciare ed a diffondersi. Ogni giorno nel mondo rinasce la bellezza, che risuscita trasformata attraverso i drammi della storia».
Perché per noi, salesiani, educatori cristiani, genitori che credono nell'educazione, educare significa partecipare con amore alla crescita di ogni persona, nella costruzione del suo futuro.
http://biesseonline.sdb.org/editoriale.aspx?a=2014&m=9&doc=8972
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Mer Nov 26, 2014 1:26 pm



EDITORIALE

DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME


Volare più in alto e andare più lontano

Questo è il miglior regalo che potremmo fare a don Bosco in questo suo duecentesimo compleanno: quello di una Famiglia Salesiana più missionaria, più apostolica, più 'in uscita', come ci ricorda papa Francesco

Miei cari amici e amiche della Famiglia Salesiana, è appena trascorso il mese missionario mondiale. Ho ripetuto e già condiviso con voi molte volte che sarebbe bellissimo se in quest'anno del Bicentenario del nostro amato padre don Bosco, e negli anni successivi, potessimo contare su una forte animazione di pastorale giovanile in tutta la Congregazione e la Famiglia Salesiana che si traducesse anche in un'abbondante raccolta di frutti missionari, come "Missio ad Gentes" per tutta la nostra famiglia apostolica. Il carattere missionario è molto "nostro", costitutivo della nostra essenza carismatica.
In questo momento, è molto viva nella mia memoria e nel mio cuore la celebrazione del mandato missionario che ho avuto la grazia e la gioia di presiedere nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco il 28 settembre passato. È stata la spedizione missionaria numero 145. Ho pensato molto a quella prima spedizione, presieduta dal commosso e risoluto don Bosco, quando inviò i suoi primi figli, capitanati da Giovanni Cagliero, nella remota Argentina, in quel neppure tanto lontano 11 novembre 1875. Le statistiche ci parlano di undici mila salesiani di don Bosco e tremila e cinquecento Figlie di Maria Ausiliatrice partite da allora in poi dalla stessa Basilica.
Posso raccontare, frugando nel baule delle mie esperienze, che durante il mio servizio nella Ispettoria dell'Argentina Sud in questi ultimi anni, particolarmente in dialogo con i confratelli salesiani della Patagonia, ho potuto approfondire con maggiore attenzione e ammirazione le eroiche pagine missionarie e le straordinarie dimensioni apostoliche di quei primi figli di don Bosco, così come l'ardimento delle nostre sorelle, quelle giovani Figlie di Maria Ausiliatrice, nel continente latinoamericano. E ho potuto apprezzare, una volta di più, la qualità umana, il coraggio apostolico e la santità di quei primi missionari e missionarie. Don Raul Entraigas, nella sua biografia del cardinal Cagliero, aveva scritto: «Pareva che questi uomini avessero saputo strappare dal cuore di don Bosco il segreto della sua santità».
Un mese fa, nella celebrazione in Basilica, fissando i miei occhi e il mio cuore in ciascuno dei salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e laici che ricevevano la croce e il mandato missionario a Valdocco, passavo rapidamente in rassegna ciascuno dei membri della Famiglia Salesiana nel mondo intero. Quel piccolo gruppo non voleva essere un semplice gruppo di privilegiati o persone scelte in modo esclusivo, ma un pizzico di fermento nella massa. Uno stimolo per tutti, in tutto il mondo, perché siamo sempre, lì dove ci troviamo, autentici evangelizzatori e missionari dei giovani. Questo, credo, sia uno dei migliori regali che potremo fare a don Bosco in questo suo duecentesimo compleanno: quello di una Famiglia Salesiana più missionaria, più apostolica, più "in uscita", come ci ricorda papa Francesco.

Risvegliare la fantasia della carità

Per questo, in questo mese missionario del nostro anno giubilare, invito ogni gruppo della nostra famiglia a prendersi del tempo, nei diversi livelli di responsabilità, per fare una sincera autovalutazione missionaria che li porti a chiedersi come possiamo essere più e meglio missionari, secondo gli aspetti caratteristici dell'identità carismatica del nostro gruppo. L'invito è rivolto anche ad ogni amico e amica di don Bosco, ogni giovane che si sente ispirato e amato dal Padre dei giovani, ogni coppia di sposi e ogni famiglia che considera don Bosco come protettore e modello.
In questo percepiamo un elemento essenziale di rinnovamento missionario per la Famiglia Salesiana: saper risvegliare nei nostri giovani la "fantasia della carità", come amava ripetere san Giovanni Paolo II.
Là, dove noi adulti che stiamo con don Bosco possiamo correre il rischio di "impantanarci" in strutture complesse e vetuste, che non sempre rispondono pienamente alle necessità urgenti dei più poveri, degli esclusi e dei pericolanti, i giovani, animati e ispirati dalla esperienza degli adulti, potranno trovare "cieli nuovi e terra nuova".
Non dobbiamo quindi aver paura di concedere loro spazio perché volino in alto, perché vadano più lontano. E così con loro tutta la Famiglia Salesiana potrà volare più in alto e andare più lontano. Essere più missionaria e più apostolica. Così come don Bosco la pensò, la sognò e la formò.

http://biesseonline.sdb.org/editoriale.aspx?a=2014&m=11&doc=9009
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Mer Gen 28, 2015 4:17 pm

La mia storia è davvero triste.
Quando sono stato trovato andavo dietro a un ragazzo con la bici. Chiedevo la sua attenzione ma nessuno fino a quel momento mi aveva prestato aiuto. Per questo motivo mi chiamo Bike.
Ho solo tre mesi ma la vita è già stata cattiva con me.
Un cane mi ha aggredito e ho perso l'occhio destro.
Le persone che si stanno prendendo cura di me mi hanno fatto operare e adesso sto facendo di tutto x riprendermi. Cerco solo una casa piena di amore. Sono dolce e affettuoso..e davvero ubbidiente..
X info contattate me o al numero 3276117311
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Ven Feb 06, 2015 4:19 pm

http://www.gazzettinonline.it/2015/02/03/nunziata-bicentenario-della-nascita-di-san-giovanni-bosco-e-concorso-sorrisi-e-castagne_23432.html

Giorno 31 gennaio si sono conclusi i festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco. Quest’anno per tutti i salesiani del mondo si festeggia il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco e per tutto l’anno si avranno iniziative a livello locale e mondiale. Nunziata, frazione di Mascali, è caratterizzata da una forte presenza salesiana. Infatti sono presenti sia le suore figlie di Maria Ausiliatrice, sia i salesiani cooperatori e anche un gruppo di signore che frequentano l’associazione delle ex allieve.

Nei giorni 28, 29 e 30 si è svolto il triduo in onore di San Giovanni Bosco in chiesa Madre “Maria SS. dell’Itria”, alle ore 17,00 recita del Santo Rosario e alle 17,30 celebrazione eucaristica presieduta dal parroco arciprete don Carmelo Di Costa. Ormai da 28 anni è tradizione il concorso salesiani “Sorrisi e Castagne” creato dai salesiani cooperatori collaborati da Giovanna Lo Giudice, Sebastiano Marchese e Carmelo Toscano.

Quest’anno la premiazione, per la sezione “disegno” (rivolta ai bambini delle scuole elementari di Nunziata) e la sezione “elaborato” (rivolta ai ragazzi delle scuole medie di Nunziata), si è svolta in orario non scolastico. Giorno 30 gennaio alle ore 15,45 fino alle ore 17,00 presso il Collegio FMA di Nunziata è avvenuta la premiazione dei bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie dell’istituto comprensivo statale di Mascali, plesso di Nunziata, che hanno partecipato al 28° concorso “Sorrisi e Castagne” con la partecipazione di alcuni insegnanti e di moltissimi genitori. Dopo la premiazione momento di animazione a cura sempre dei salesiani cooperatori con il quiz a premi “Chi vuol essere salesiano” modello simile al famoso quiz televisivo “Chi vuol essere milionario”.

Giorno 31 gennaio Festa di San Giovanni Bosco presso la chiesa Madre “Maria SS. dell’Itria” alle ore 17.30 Celebrazione Eucaristica presieduta dal SDB don Paolo Fichera, concelebranti Fra Martino Lizzio e il parroco arciprete don Carmelo Di Costa; durante la celebrazione i salesiani cooperatori del centro hanno rinnovato la loro promessa davanti a Dio e, le ex allieve, hanno ricevuto le tessere dell’associazione. Dopo la celebrazione eucaristica, presso il collegio delle FMA, si è svolta la premiazione del concorso “Sorrisi e Castagne” riguardante la sezione “poesia” (rivolta ai giovani ed adulti di Nunziata). Dopo la premiazione, momento di fraternita con taglio della torta e mostra dei lavori del Laboratorio “Mamma Margherita”.

I premiati alla 28ª edizione del concorso “Sorrisi e Castagne” sono stati – per la sezione “disegno” – 1° ciclo (i bambini della I e II elementare): 1° premio Federico Russo, I elementare; 2° premio Jasmin Guglielmino, I elementare; 3° premio Giulio Marchese, I elementare. Sempre per la sezione “disegno”, 2° ciclo (i bambini della III, IV e V elementare): 1° premio Alfredo Raciti, V elementare; 2° premio Lorena Veneziano, V elementare; 3° premio ex-aequo Davide Fresta e Alessia Gullotto, IV elementare. I premiati per la sezione “elaborati” sono: 1° premio Salvatore Lombardo, II E scuola media; 2° premio Andrea Zimone, III E scuola media; 3° premio Andrea Catania, I E scuola media. Per la sezione “poesie” è stato consegnato un premio unico al signor Francesco Lombardo.

Il responsabile dei salesiani del centro di Nunziata ha iniziato il concorso con queste parole: “Inizio con i ringraziamenti, principalmente a Dio e al nostro Santo per essere riusciti a portare avanti anche quest’anno il Concorso, tra tanti problemi che si sono venuti a creare. Ringrazio suor Carla Emilio per la sua costante collaborazione, padre Carmelo Di Costa, il nostro parroco che ci sostiene sempre. coloro che hanno dato una mano per realizzare le premiazioni con i loro contributi”.

La giuria per la sezione “disegno” era formata da Graziella Salanitri, Rosetta Musumeci e Agata Barbagallo. Per la sezione “elaborato” e la sezione “poesia” da Grazia Patané, Daniela Licciardello e Claudia Marchese.

nella foto don Carmelo Di Costa, Francesco Lombrado, il premiato sez. poesia, la dott.ssa Daniela Licciardello e il responsabile dei salesiani cooperatori di Nunziata la signora Giovanna Lo Giudice
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Lun Mar 02, 2015 5:28 pm

http://www.gazzettinonline.it/2015/03/02/a-nunziata-di-mascali-il-cittadino-si-arrangia_25525.html




Cittadini che sempre più spesso lavorano per il benessere della cittadinanza sostituendosi a chi è preposto imagea farlo e, soprattutto, riparando all’incuria e all’inciviltà dei suoi simili.
Ieri, domenica 1 marzo, gli abitanti della via Dei Giardini di Nunziata di Mascali hanno pulito la strada. Prima della messa in scena della Via Crucis per le strade, gli abitanti della Via Dei Giardini si sono muniti di scopa e paletta e hanno pulito la strada.
Si tratta degli stessi cittadini che ad oggi continuano a subire la beffa di vivere al buio da giorno 3 gennaio. Per la serie: abbandonati da tutti.

Claudia Marchese


Ultima modifica di ^dotty^ il Mer Mar 04, 2015 2:36 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Mer Mar 04, 2015 2:34 pm

http://www.gazzettinonline.it/2015/03/04/salesiani-cooperatori-riflessione-ritiro-e-festa-per-i-nuovi-aderenti_25587.html


Il 22 febbraio scorso circa una cinquantina di Salesiani Cooperatori di Acireale, Casa Tabor di Sant’Alfio, Mascali e Nunziata si sono incontrati per una giornata di ritiro e di riflessione, come di consuetudine durante i tempi forti di Avvento, Quaresima e Pentecoste, a Nunziata, presso il Collegio Immacolata in via Piedimonte n 9.
Dopo l’accoglienza delle ore 9,30 in stile prettamente salesiano, alle ore 10,00 presso la cappella delle suore si è svolta la Lectio Divina, guidata dal vicario ispettoriale don Lillo Montante, alle ore 12,00 presso il salone teatro si è svolto il momento di formazione dal titolo “Laici ed ecclesiastici insieme per la salvezza della gioventù”, con il delegato nazionale per la formazione don Giuseppe Buccellato che ha ripercorso la storia della nascita dell’associazione dei salesiani cooperatori.
Nel pomeriggio si sono continuati i lavori per un momento di famiglia, con Giuseppe Raitano coordinatore provinciale e don Angelo Grasso, delegato dei quattro centri, e che hanno poi introdotto la “promessa” di Salvo, Linda, Enrico e Roberta. Alle ore 16,00 celebrazione Eucaristica, presieduta dall’ispettore dei salesiani don Pippo Ruta, e concelebrata dai sacerdoti salesiani presenti.
Durante la S. Messa i nuovi salesiani cooperatori hanno fatto la loro “promessa” solenne. Infine i cooperatori che non avevano ancora ricevuto il nuovo progetto di vita apostolica l’hanno ricevuto dalle mani dell’ispettore. La giornata si è conclusa con i festeggiamenti per i nuovi salesiani cooperatori.

Claudia Marchese
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Lun Lug 13, 2015 1:29 am

http://www.thewriterpassion.it/bicentenario-della-nascita-di-don-bosco-presentato-il-libro-di-lio-tomarchio/ cheers
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Lun Lug 13, 2015 1:30 am

^dotty^ ha scritto:
http://www.thewriterpassion.it/bicentenario-della-nascita-di-don-bosco-presentato-il-libro-di-lio-tomarchio/ cheers


Nei giorni scorsi presso il collegio delle Figlie Maria Ausiliatrice di Nunziata si è discusso e parlato dell’amore che va oltre il distacco della morte fisica. I Salesiani Cooperatori che operano a Nunziata, in occasione del bicentenario della nascita di Don Bosco, hanno organizzato nel salone teatro delle FMA la presentazione del libro di Lio Tomarchio dal titolo “Ju’ Parru di Rosa” cento poesie d’amore e “A vuci da muntagna” (poesia e narrativa). Il libro si divide in tre parti:

La prima parte “Ju parru di Rosa” è una raccolta di poesie (100) dagli anni 80 fino al 2014 dedicati alla moglie Rosa
La seconda parte “A junta” è una raccolta di poesie (15) che parlano di tutto dal sociale alla fede
La terza parte è intitolata “A Vuci d’a Muntagna” è un romanzo autobiografico, dove l’autore descrive la sua vita fino al 1995 parlando del post guerra, delle sbandate giovanili, del militare, del vero amore, dello sport e di una vita vissuta alla ricerca dei veri valori familiari e della conservazione di quest’ultimi. Riesce a studiare da grande, a diplomarsi e prender l’abilitazione per insegnamento sportivo. Apre una palestra e fonda l’insegnamento del Liu-bo l’Arte del Bastone Siciliano.

La serata è stata presentata dal salesiano cooperatore Sebastiano Marchese, dopo il saluto del responsabile dei Cooperatori Giovanna Lo Giudice i relatori della serata sono stati l’assessore del Comune di Mascali Virginia Silvestro, Sebastiano Pennisi e Claudia Marchese. L’autore Lio Tomarchio ha recitato alcune poesie e ha raccontato un po’ la sua storia. Sottofondo musicale eseguito, alla tastiera da Federico Toscano e dalla violinista Rachele Privitera. Esposizioni quadri della pittrice Chiara Rapisarda.

All’autore è stato fatto dono da parte dei salesiani di un quadro realizzato sotto commissione della pittrice Rapisarda. Nel quadro vi è raffigurato un paesaggio siciliano con la frase “Cù d’ù so dialettu no nì godi è come si di minna di matri non si nutri” dell’autore. Le salesiane cooperatrici Isidora Cardillo e Giovanna Lo Giudice, ne hanno spiegato il contenuto.



La serata si è conclusa con i saluti dell’arciprete parroco don Carmelo Di Costa e del Sindaco di Mascali, Luigi Messina. L’accoglienza è stata svolta dai ragazzi dell’oratorio salesiano Valentina La Rosa, Danilo Santitto e Salvatore Lombardo. Fotografa della serata l’animatrice salesiana Valeria Finocchiaro. Presenti alla serata molti cittadini e alcuni consiglieri comunali.
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Sab Ago 01, 2015 11:29 pm

http://www.gazzettinonline.it/2015/07/22/mascali-struggente-addio-a-paolo-spina_37123.html


http://www.gazzettinonline.it/2015/07/21/domani-a-mascali-i-funerali-del-ristoratore-paolo-spina_37013.html
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MessaggioTitolo: Re: New di tutto il mondo - Articoli   Lun Ago 03, 2015 5:27 pm

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